nuove frontiere del lavoro a maglia

nuove frontiere del lavoro a maglia

Una visita a Brick Lane Market la domenica mattina merita un viaggio a Londra, non per il vintage del quale io non sono appassionata (e neppure della nostalgia che tutto il vintage come le feste si porta via), io a Brick Lane ci andrei solo per il cibo. Quel bel mercato coperto pieno di bancarelle che espongono e vendono cibo di ogni parte del mondo, succulento, colorato. E poi per quello che propongono i giovani designer, la coppia in foto propone la sua interpretazione dei tempi moderni; la  nostalgia come soluzione per lo stress. Così la maglia diventa lo yoga dei tempi moderni (e dell’inverno), i due ragazzi hanno messo a punto un kit, anzi due, uno con la lana e l’altro col cashmere. Nel kit contenuto nel sacchetto troverete le istruzioni per farvi un cappellino con le vostre manine, i ferri e tutto l’occorrente, potrete quindi rilassarvi ed essere schifosamente trendy come un londinese trendy e rilassato con il knitting. Magari funziona, che ne so. Li vedesse mia nonna…

 

Brick Lane Market

Aldgate Station, London

Ti è piaciuto? metti un like e condividi su:
London Heatrow

London Heatrow

(…)Qualche anno dopo, feci da sola il mio primo viaggio in aereo per Parigi, in attesa del mio volo mi ritrovai accanto ad una ragazza e a una signora dirette a Londra Heatrow, la destinazione del loro viaggio non fu l’unica cosa che riuscii a capire, anche se non si parlavano e parevano odiarsi. Erano di sicuro una madre e una figlia, la madre aveva una coda di cavallo bassa, i capelli ben pettinati, truccata e vestita come ci si immagina lo siano le vere signore, con una borsa al braccio che più in là scoprii essere una Kelly di Hermès. La figlia aveva un’espressione accigliata che le induriva il viso, un giubbotto di pelle e un paio di anfibi che io avevo visto solo in un video di musica rock. Erano aliene, dee di un mondo del quale io intuivo la distanza che non era solo una distanza da conto in banca, ma di tradizioni di famiglia, di viaggi all’estero, college esclusivi, facce schifate e vite da film. Io per quella partenza sudata scodinzolavo come un cucciolo da settimane, andavo a Parigi, avrei raggiunto i miei amici in una maison de jeunesse di rue Jean Jacques Rousseau, mi sentivo Valentina Terescova, la prima donna sulla luna. Si poteva sentire il frastuono del mio cuore palpitante senza sforzo per una settimana a Parigi in ostello e si poteva vivere la partenza per un corso di studi all’estero come la peggiore delle punizioni, esisteva un mondo che non avevo previsto o che non prevedeva me. Poi in aereo il mio vicino di posto mi invitò ad andare con lui ad Acapulco, nessuno si diverte se non è stato ad Acapulco, anche lui sembrava uscito da un film ma di quelli con Al Capone, io mi fermai a Parigi, mi persi in metropolitana e un ragazzo mi accompagnò in rue Jean Jacques Russeau, mi offrì anche un gelato, mi chiese un appuntamento ma gli diedi buca(…)

Ti è piaciuto? metti un like e condividi su:
La prevalenza dell’asiatico.

La prevalenza dell’asiatico.

Ci siamo, il giorno in cui l’Europa diventò un parco di divertimenti per chi è in grado di comprarsela è arrivato. Altrimenti che senso avrebbe riempire le città (Parigi e pure Londra) d’ autobus vintage e trenini d’altri tempi? Non avete l’impressione di essere allo zoo? Anzi, di essere le scimmie dello zoo?

Qualcuno lo ha predetto, in percentuale ci sono molti più asiatici che europei e tutti amano l’Europa,  compreranno, stanno già comprando,  le case con la vista più bella ( beh dovranno contendersele con i ricchi europei, arabi e russi e anche con i mafiosi di mezzo mondo), ma io dico che alla fine vinceranno, sono tanti e determinati.

Ti è piaciuto? metti un like e condividi su:
Tutti amano le toilette pulite

Tutti amano le toilette pulite

Ho appena ordinato su Amazon ” La signora che amava le toilette pulite”, attratta dal titolo, lo ammetto. Io amo le toilette pulite, anzi, tutti amano le toilette pulite, non solo le signore.

Quindi mi sono venute in mente le toilette più pulite e confortevoli che ho frequentato. Quella di casa di mia madre è in cima alla lista, è come quella della pubblicità, ci potreste mangiare dentro. Poi il bagno di Fortum&Mason a Londra, c’è pure la crema idrante per le mani. A Londra si usa la crema idrante profumata nei bagni di livello, diciamo. Una figata pazzesca. Poi le toilette di alcuni alberghi, non tanti. Una ad Anversa, immacolata, spaziosa e con pezzi di design, avrei passato tutto il tempo lì, altro che visitare Anversa. Un ‘altra toilette che ricordo sempre con piacere,  è quella del Mad Bishop & Bear, a Paddington Station, perché tu non te lo aspetti che un pub in una stazione abbia un bagno così delizioso. Ma le stazioni ferroviarie stanno cambiando. Però la toilette del Train Bleu a Parigi, che pure è in una stazione (gare de Lyon), che pure è un ristorante decisamente pretenzioso, non è granché.  A Parigi poi i bagni dei locali  pubblici sono quasi sempre sotterranei e quando chiudo la porta, penso sempre che se la serratura si rompe, nessuno si accorgerà che sono lì e che lì resterò per sempre, non c’è copertura di rete nei sotterranei, tra l’altro.

Però posso darvi un indirizzo da non perdere per le vostre pipì al  Carrousel du Louvre. Il Point WC. Un bagno pubblico  con annessa boutique della toilette (carta igienica colorata, spray e candele per toilette), arredato con  tavolette per il WC decorate che potreste anche comprare. Ebbene al Point WC  del Carrousel du Louvre (ce ne sono vari nella città), per la  cifra di € 1,50 potrete accedere al WC SPA, ma non chiedetemi la differenza con il WC  senza SPA che costa €1,oo. Ci sono situazioni in cui a decidere è la vescica.

Ti è piaciuto? metti un like e condividi su:
Piega dei capelli con vista sui tetti

Piega dei capelli con vista sui tetti

Dovete smetterla di illudervi, non acquistate più oggetti, non pagate più la messa in piega, non fate più la manicure, voi fate esperienze. All’ultimo piano dei magazzini Primtemps con vista  mozzafiato sui tetti di Paris, cosa ci farebbe secondo voi un Coiffeur? Una semplice piega, un taglio una tintura? Ma no. Queste sono cose per gente che non sa come si vive, noi gente di mondo sappiamo che se proprio qualcuno ci deve tingere la ricrescita di capelli bianchi,  deve avere almeno una avventura unica da offrirci e un conto da rateizzare. (In alternativa ci si può buttare nel vuoto, oplà).

foto (4)

 

Ti è piaciuto? metti un like e condividi su:
Benedetto Benedict

Benedetto Benedict

Non so che opinione avete voi della cucina parigina,  io sostengo sia largamente sopravvalutata ma a pensarci bene, pure confondere la cucina romana con la scelta dei ristoranti a Roma, è sbagliato. Si tratta di città turistiche, mangiare bene non è affatto facile. In più a Parigi si aggiunge (ma forse anche a Roma..) quella sensazione che se ti servono  cibo, ti fanno una cortesia. Raramente sono gentili i camerieri parigini e non dipende dal fatto che sono parigini, anzi spesso non lo sono.

In ogni caso forse qualcuno il problema del servizio se lo sta ponendo pure nella città dei camerieri maleducati che infatti trovate in quasi tutte le brasseries, quelle, ad esempio,  tenderei ad evitarle, certo poi ognuno potrà fare le dovute eccezioni, perché si mangiano sempre le stesse cose e sono sporche. Vogliamo dirlo? Sono davvero sporche. Io mi chiedo sempre come funzionano i permessi in merito all’igiene nei locali pubblici a Parigi. La questione dei palazzi d’epoca, che non si possono sventrare e che vanno salvaguardati così come erano originariamente, consente troppe deroghe alle regole di igiene minima dei locali. Ma se fate una passeggiata in rue Saint Croix de la Betonnerie, vicino a rue des Archives,  nel Marais, fermatevi da Benedict.  Personale sorridente vi accoglierà e vi coccolerà fino alla fine del vostro pasto, vi dimenticherete di essere a Parigi e poi, cosa non trascurabile, mangerete bene, cibi freschi e preparati con cura, non il solito cibo precotto, riscaldato al microonde. Il locale si chiama così perché le uova alla Benedict sono la specialità della casa, ma se le uova non vi piacciono, mangerete bene ugualmente, un pasto curato, in un ambiente confortevole con un giusto rapporto (per una volta tanto) qualità – prezzo. Non è facile a Parigi.

Benedict 19 Rue Sainte-Croix de la Bretonnerie, 75004 Paris

 

Ti è piaciuto? metti un like e condividi su: